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L’impiallacciatura: cos’è, come si attua e a cosa serve

Avete mai sentito parlare di impiallacciatura o di mobili impiallacciati? Sapete cos’è, come si attua e quali obiettivi ha questo genere di lavorazione?

In questo pratico articolo ci proponiamo di darvi qualche informazione in più che vi permetterà di comprendere i vantaggi estetici e funzionali di questo processo, che può essere sia artigianale che industriale.

L’impiallacciatura può essere definita come l’operazione di rivestimento di una superficie o, più propriamente, di un pannello di legno meno pregiato con un tranciato di legno nobile. Questo tipo di lavorazione è attuata da secoli e, in origine, veniva effettuata con essenze di legno di mogano, ulivo, palissandro, noce, ciliegio, così come con legni esotici che, per loro natura, erano ovviamente più rari e dunque particolarmente ricercati.

Ad oggi, non tutte le aziende specializzate nella produzione di mobili propongono questa lavorazione tradizionale che ha preso origine nel Rinascimento, specialmente perché comporta l’utilizzo di vero legno e non di imitazioni di minor valore come melaminici, laminati o nobilitati. Proprio per questo, un mobile impiallacciato a regola d’arte è un elemento d’arredo di grande valore, caratterizzato da eccellente resa estetica e da ottima performance funzionale.

La regola generale da tenere sempre a mente è che l’impiallacciatura, come già detto, avviene utilizzando il legno. Se l’elemento non è in legno, dunque, non può essere definito impiallacciato. Le lamine che rivestono le superfici possono essere chiamate fogli, piallacci o radiche e sono sempre derivate dalla tranciatura di un tronco. Quest’ultima può avvenire in due modi: lungo l’asse centrale oppure attraverso la rotazione continua di una lama per generare un foglio continuo. Come è facile intuire, tagliare lungo l’asse permetterà impiallacciature di grande impatto estetico e di forte velleità decorativa.

A seconda della superficie (o pannello) da impiallacciare, l’artigiano potrà scegliere di utilizzare un unico piallaccio o più fogli tra loro accostati, a seconda degli specifici obiettivi di progetto o delle caratteristiche estetiche che l’esperto vorrà mettere in luce. Potrà quindi evidenziare particolari finiture o fiammature, favorire una disposizione aperta, a libro o baciata, o prediligere in alternativa un’applicazione parallela. Talvolta, l’impiallacciatura può addirittura mirare ad esaltare le imperfezioni e irregolarità delle radiche!

L’impiallacciatura è un’operazione raffinata che permette di “rivestire” di preziosa bellezza legni che, per loro natura, sono caratterizzati da buone performance ma da un’estetica meno degna di nota. In questo senso, dunque, il trattamento rappresenta la fusione perfetta tra performance e impatto visivo, e garantisce un’eccellente flessibilità ai prodotti realizzati.

Infine, qualche parola sulle essenze che si utilizzano per rivestire i pannelli: trattandosi di legni molto pregiati, è doveroso impiegarli con attenzione, rispetto e parsimonia. Non soltanto per una questione economica, ma anche perché possono interessare varietà esotiche, difficili da reperire, rare o addirittura (e giustamente) tutelate a livello ambientale.

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